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Petronas Towers

simbologia profana e simbologia massonica

Anno Volgare 12 / 03 / 2007 - Anno di V.L. 12 / 03/ 6007



La Malesia, una delle nazioni più dinamiche in Oriente, ha scelto il progetto di Kuala Lumpur nelle Petronas Towers quale rappresentazione di un rinnovamento economico che ha saputo trovare attraverso l'integrazione razziale, culturale e religiosa un proprio equilibrio politico ed istituzionale.
La federazione Malese, punto pacifico di incontro tra lo spirito buddista e la cultura islamica, è una realtà multiforme che manca tuttavia ,ad eccezione delle long-house del Borneo, di una cultura architettonica propria che non sia derivata dalla ormai conclusa esperienza coloniale.(2)
Compito del progetto urbanistico generale, e delle torri Petronas in particolare, quello di esprimere un'architettura nazionale immediatamente riconoscibile, le cui radici sembrano affondare nelle immagini dei pinnacoli dei templi delle foreste del Siam e nei minareti delle grandi moschee del mondo arabo.(3)
Il progetto di Cesar Pelli ha dovuto tenere conto dell'indicazione esplicita del committente di utilizzare un elemento della cultura occidentale, il grattacielo, nel tentativo di adattarlo ai motivi simbolici di una nascente cultura islamica malese.
Qui, la lettura simbolica profana dell'opera trova un terreno di esplicazione molto ricco ed ampio : le due torri sono volutamente simmetriche nel tentativo, secondo lo stesso C.Pelli, di discostarsi dai precedenti modelli già espressi dal movimento moderno, dove coppie di edifici sono collocate in posizione asimmetrica tra loro ( es. ex World Trade Center, New York).(4)
Il progetto delle Petronas Towers gioca su questa simmetria e sulla forza simbolica che rappresenta, tale da creare tra i due edifici uno spazio vuoto che diventa il centro e l'asse di tutta la composizione : infatti l'energia di questo vuoto viene individuata, sottolineata ed evidenziata dal ponte pedonale che collega le due torri all'altezza del quarantesimo e quarantaduesimo piano. Il ponte e le sue strutture portanti formano una specie di portale verso il cielo, un 'arco o porta verso l'infinito. In corrispondenza del ponte, quasi a sottolinearle l'importanza, è collocata una sky-lobby dotata di un "Surau", la tipica stanza delle preghiere della tradizione malese.
Le due torri sono volutamente simmetriche (5) ( sottolineo il concetto nella simbologia profana) tali da allontanarle da modelli compositivi già sperimentati, creando un'esperienza unica del suo genere, un Land-Mark in grado di generare un'immediata identità con il luogo generando un'identità architettonica nazionale , utilizzando per lo sviluppo delle piante delle torri gemelle la geometria simbolica degli arabeschi, con un richiamo fortissimo alla cultura islamica del paese.Due quadrati sovrapposti, uno dei quali ruotato di 45° gradi rispetto all'altro, rappresentano la terra e i suoi 4 punti cardinali: la base geometrica di una pianta via via sempre più complessa, in grado di individuare al proprio interno una corona circolare di sedici pilastri che costituiscono la struttura portante di entrambi gli edifici, seguendo un processo tipico della tradizione islamica, secondo cui la complessità altro non è che il percorso necessario per accettare l'inconprensibilità di Dio. Salendo, le due torri si restringono ad intervalli più frequenti per 9 livelli a mediare l'attacco della guglia terminale, vero e proprio pinnacolo ( 72 metri!) lanciato verso il cielo, con un ritmo geometrico che ricorda i templi Tailandesi.
Il progetto delle torri vuole esprimere e dichiarare i canoni filosofici ed estetici del pensiero progettuale di di Cesar Pelli, che ha origine da una concomitanza di aspetti simbolici differenti : primo di tutti il "grattacielo", che proietta in Kuala Lumpur un segno dell'architettura occidentale in un contesto Islamico, con una nuova idea, quale la superiorità tecnologica come punto di vista per esprimere e riflettere il successo di una nazione: la complessità tecnologica, fornisce all'architettura come nelle intenzioni del Pelli pensiero, una specificità superiore tipica della incomprensibilità del divino.
Queste esplicazioni fanno riferimento all'universo delle interpretazioni che possiamo a ragione definire "profane", disponibili da chiunque ha un minimo di sensibilità nella lettura di una simbologia non strettamente iniziatica, derivante da una cultura generale di approccio all'arte e all'architettura, con una base minima di conoscenze religiose.
Ma proprio nel progetto di Cesar Pelli , si enunciano a livello iniziatici , differenti piani di lettura della sua opera, che a mio personale avviso, rappresentano uno dei più alti esempi di simbologia Massonica ad oggi esplicati in un opera contemporanea, con una serie di richiami e rimandi alla simbologia esoterica perfettamente congruenti con la manifestazione dell'architettura simbolica iniziatica delle Petronas Tower.
Riprendiamo il piano di lettura precedentemente esposto (6) …" due quadrati sovrapposti, uno dei quali ruotato di 45° gradi rispetto all'altro, rappresentano la terra e i suoi 4 punti cardinali: la base geometrica di una pianta via via sempre più complessa, in grado di individuare al proprio interno una corona circolare di sedici pilastri…"ed andiamo a rileggere le sue rappresentazioni grafiche e le relative implicazioni simboliche.

La sequenza grafica A,B,C descrive a livello numerico, come base di partenza per descrivere come il 7 (B) è il motore di transizione dal 6 ( A ) all' 8 ( C ) : l'equilibrio del 6 viene alterato dall'azione del 7 che nella sua azione orientante, introduce un elemento di differenziazione l'ungo l'asse simbolico verticale terra-cielo, quasi causando la "precipitazione" di uno dei due triangoli dell'esagramma A in un quadrato B.
E' un momento di pura transizione, come lo è ogni fase di passaggio tra due diversi stati: ecco che ,per essere presente ed operante nella manifestazione, anche la componente "cielo"- e non solo quella "terra" - deve precipitare.
Ed ecco che anche il secondo triangolo B si manifesta in un quadrato C, pur mantenendo l'orientamento e la differenziazione voluti e posti dal 7 ( B ). Un nuovo quadrato dunque, che sarà diverso dall'altro perché diversamente orientato. Così il triangolo- cielo, trasformandosi, diventa un rombo : la rappresentazione grafica originaria del 4 , quella figura che evoca lo stato primordiale della materia: vivo , attivo, instabile, prima che il processo di "stabilizzazione della materia" simbolicamente ruoti il rombo nel quadrato. Un passaggio che coincide peraltro dalla fase macrocosmica della creazione a quella successiva ,microcosmica.Ed è proprio nella doppia forma che troviamo il 4 rappresentato nell'ottagramma, dove la materia è descritta nella sua interezza : come rombo e come quadrato. E non poteva essere altrimenti, se davvero nell'8 è la stessa materia che si enuncia, della propria origine e della propria storia, svelandosi mentre si rappresenta.(7)

Una considerazione, questa ,che può essere la chiave di interpretazione di altre forme grafiche dell'8, come per la "Rosa dei Venti",che non a caso si dispone su quattro direzioni principali, coincidenti con i quattro punti cardinali e quattro intermedie.


E proprio a proposito delle otto direzioni dello spazio, evocate appunto dalla Rosa dei Venti, che le direttrici principali hanno un nome, mentre le altre ,le intermedie, derivino dalle prime il proprio nome (nord-est, sud-ovest ecc.) quasi non avessero un esistenza autonoma e debbano derivarla insieme al nome. Non può esistere infatti un nord-est senza che esistano il nord e l'est,mentre i primi possono esistere senza i secondi o derivati. Proprio come è illusione l'esistenza del quadrato-materia quando questo dimentica la propria natura reale e la propria origine: natura ed origine che sono presenti ed esplicitamente rappresentate nella croce e nel rombo.
Lo stesso segno 8 nella connotazione araba può essere interpretato come rappresentazione del doppio ciclo della manifestazione - macro e microcosmica - il cui punto di transizione è costituito dal 4, che è la conclusione del primo ciclo ed allo stesso tempo origine del secondo.(8)


Vi è un punto, infatti, in cui la natura dei due mondi coincide : un punto in cui, nel percorrere il contorno siamo contemporaneamente nei due cerchi, ed è proprio questa la natura dell'otto (e dell'ottagono) , rappresentazione della doppia natura del 4 :

disegniamo separatamente il quadrato ed il rombo, ma nella realtà dobbiamo immaginarli come una sola forma, un unico elemento, una forma che è al tempo stesso rombo e quadrato, perché tale è la natura della materia , e tale è la rappresentazione della materia che viene data sul piano dell'8. L'8 stesso è la chiave per comprendere il segreto della materia, ma diventa anche il luogo dove le due nature coincidono, dove micro e macro si toccano e si compenetrano uno nell'altro, ed anche il luogo in cui è possibile il passaggio tra i due.
Nella cultura araba della cifra, l'8 è l'insieme congiunto dei due cerchi, il superiore e l'inferiore, il luogo in cui la materia svela il suo segreto, l'intimo rapporto tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, qui , applicando il rituale nelle forme prescritte, il mago può trasmutare se stesso e la realtà che lo circonda, qui applicando la legge rivelata nelle norme espresse dalla religione, l'uomo può entrare nel regno dei cieli.

E' dunque non può essere che ottagonale la pianta del battistero, luogo di iniziazione cristiana, dove il battesimo, come passaggio dal quadrato al rombo, dall'uomo materia-inerte all'uomo materia-viva; e d 'altra parte , 8 è il numero attribuito al Cristo, splendido e palese rivelazione della fusione di due nature - umana e divina - in un'unica manifestazione ed anche strumento di redenzione ed occasione di passaggio: "Io sono la porta:chi entra attraverso di me, sarà salvo", Giovanni 10:9.
Ritorniamo alla simbologia grafica dell'ottagono. Il quadrato come simbolo della perfezione del cerchio che introduce il problema della quadratura del cerchio.(9)

 

  {testo2}

 

La quadratura del cerchio è un operazione concepita come la massima perfezione umana possibile, si passa concettualmente dalla forma quadrata indicante i punti cardinali alla forma circolare che esprime il cosmo. Il cerchio con il quadrato inscritto per i pitagorici
simboleggiava anche la quadratura dell'uomo in una proiezione universale, cioè l'uomo realizzato. Arrivando all'architettura islamica, il cerchio rappresenta ed è il segno dell'assoluto, dove il problema di passare dal quadrato al cerchio, dall'umano al divino, esprime la volontà dell'uomo di tendere a comprendere l'incommensurabile grandezza del divino nella sua trasmutazione.
La dissertazione sull'otto, l'ottagono, vuole introdurre il tema grafico - simbolico utilizzato da Cesar Pelli per lo sviluppo in pianta delle due torri gemelle ( che non è solo un richiamo alla tradizione decorativa islamica) e che caratterizza lo sviluppo sino alla massima altezza delle strutture dei due grattacieli: dalla terra al cielo come potete dedurre dalle immagini, la rarefazione di una struttura che si sublima nel pinnacolo che nel punto di massima rastremazione si annulla simbolicamente nel cielo, dove la materia si annulla e si fa spirito e, come dicevamo (10),…"nell'intimo rapporto tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, qui , applicando il rituale nelle forme prescritte, il mago può trasmutare se stesso e la realtà che lo circonda, qui applicando la legge rivelata nelle norme espresse dalla religione, l'uomo può entrare nel regno dei cieli." ; ecco che il nostro demiurgo, accede ad un operazione alchemica, dove il potere delle chiavi è quello di legare e slegare, in senso alchemico di coagulare e di sciogliere, ed introduce nella configurazione e sviluppo geometrico delle piante, la clavicola degli alchimisti che letteralmente viene definita "Piccola Chiave di Salomone" e precisamente individua ed applica il Cerchio magico della Clavicola Salomonis (detta anche chiave dei maghi) nel terzo sigillo o pentacolo del Sole(11). Nel sigillo, il Nome di Dio Tetragrammaton viene ripetuto 12 volte e serve per acquisire gloria imperitura nel suo Nome. Sicuramente l'opera così eseguita, acquista una protezione spirituale, e personalmente, penso che l'arch. Cesar Pelli abbia utilizzato questa clavicola (12) degli alchimisti per trasferire ,sul piano esoterico, uno stato di iniziazione necessario per ottenere l'accesso a una "dimora" spirituale che diventa il lampo dell'illuminazione, della scoperta e dell'azione difficile da intraprendere, profanamente definito nel punto dell'intuizione metafisica, dove… " l'ottagono stesso è la chiave per comprendere il segreto della materia, ma diventa anche il luogo dove le due nature coincidono, dove micro e macro si toccano e si compenetrano uno nell'altro, ed anche il luogo in cui è possibile il passaggio tra i due.."e comprendere l'incommensurabile grandezza del divino nella Sua trasmutazione: dall' uomo verso Dio e da Dio verso l'uomo.
Possedere la Chiave vuol anche significare operare, e simbolizza il maestro, l'iniziatore, colui che detiene il potere di decisione e responsabilità (immaginate cosa vuol dire "costruire" il grattacielo più alto del mondo, soprattutto ai livelli decisionali e di responsabilità). Il Capo, il Sole, Dio sono 3 chiavi: Dio è la chiave della creazione del mondo, il Sole è la chiave del giorno, che apre al suo levarsi e chiude al tramonto, il Capo (Mago) è colui che comanda ed intraprende l'azione in stretta connessione con Dio e l'universo, in completa armonia.
"Gran parte del contenuto del Lemegeton Clavicola Salomonis deriva da testi del '500 e da grimori medievali ( sono definiti Grimori i formulari di alta magia in uso presso i maghi ed occultisti dei secoli passati ) e vi si possono trovare anche chiare influenze cabalistiche e della mistica musulmana, e contiene dettagliate descrizioni degli spiriti e dei rituali necessari per evocarli e costringerli a eseguire gli ordini del mago. Vengono fornite dettagliate istruzioni circa i simboli, le procedure rituali da eseguire, le azioni necessarie per impedire che gli spiriti prendano il sopravvento, i preparativi che devono precedere l'evocazione e il modo in cui costruire gli strumenti necessari per l'esecuzione di tali rituali." ( da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)
Proseguiamo l'analisi simbolica nell'alzato architettonico e di come si presenta l'opera immediatamente alla vista iniziatica e profana.Abbiamo introdotto la "piccola Chiave di Salomone" come elemento bidimensionale organizzatore e generativo dello spazio e del volume architettonico perfettamente simmetrico delle due torri. Ora , introduciamo, sempre a livello simbolico, il "Tempio Salomonico" .(13)
Il Tempio,un edificio a gradini ha un impianto ideogrammatico a "croce filosofica" i cui bracci si configurano come quattro Tau ( ricostruzione del fratello Elifas Levi,1861 ), oppure come scrive Marcello Fagiolo nel volume Architettura & Massoneria .."si trattava di una fabbrica simbolica con sette colonne corrispondenti al Sole e ai Pianeti, posta a cerniera tra mondo divino e mondo umano: un paradigma dell'Architettura come Sapienza edificante. Nell'iconografia biblica il Tempio a sette colonne veniva rappresentato a pianta quadrata o, più spesso, a pianta circolare ovvero in forma di esedra. Nell'iconografia …esoterica viene accostato alle Colonne Salomoniche Jakin e Boaz, e alla visione tra mondo superiore e mondo inferiore".(14) (15) In un'ipotesi interpretativa del Tempio Massonico "moderno" le due colonne J. e B. sono poste innanzi alla "Casa del Signore" cioè al Tempio di Salomone e si "attraversano" simbolicamente da Occidente verso Oriente, da Ovest ad Est. Il Tempio Massonico è l'Officina simbolica dove si realizza l'Opera della trasformazione dell'uomo da pietra grezza a pietra levigata : è il Laboratorio-Oratorio come l'officina degli Alchimisti, la cui opera consisteva nel sublimare fisicamente la materia (piombo) in spirito (oro).

 
{testo3}Se vogliamo comparare l'opera architettonica di Pelli delle due torri Petronas, possiamo senza ombra di dubbio considerarla come la concretizzazione formale delle Colonne del Tempio Jakin e Boaz dove la simmetria e il dualismo individuano un concetto di vuoto spaziale che, incorniciato dal ponte e dalla struttura portante caratterizzata da un un compasso aperto a 45°, simula la porta del Tempio aperta verso l'infinito, luogo di conoscenza dell'incomprensibilità del Divino.(16) Oltremodo l'orientamento della struttura, implica l'accessibilità e l' attraversamento principale alle torri con un passaggio obbligato da occidente verso oriente. In virtù di quest'orientamento, anche il movimento dell'escursione solare nasce ad oriente, esattamente nel mezzo virtuale delle due torri e tramonta ad occidente, diametralmente opposta. Quindi il sole sorge e tramonta esattamente nella simmetria delle torri gemelle, ed è chiaro il riferimento simbolico del movimento apparente del sole nell'organizzazione spaziale dell'orientamento cardinale del tempio.
Proseguiamo ora l'analisi nell'organizzazione planimetrica generale di tutto il complesso (17), e possiamo senza ombra di dubbio individuare nel principio del sistema compositivo, basato su principi simbolici e geometrici, una genesi strutturata sulla rotazione di due quadrati come elementi originari ed organizzatori del tutto ( già elementi ordinatori con la Piccola Chiave dello sviluppo verticale dei due volumi delle torri ), in un area antistante l'accesso generale al complesso architettonico. Sappiamo che per noi Massoni, la Geometria è la scienza sacra, la "quinta scienza" sulla quale fondano tutto il loro lavoro gli artefici ( i costruttori), che viene simboleggiata con la lettera "G" inclusa nel triangolo o nel "pentagramma fiammeggiante" ed è la prova della potenza di Dio nella creazione. (18) Tutto il sito, è organizzato in una figura aperta di matrice esagonale, e al centro, viene disegnato ed organizzato il pentagramma con la stella a cinque punte esattamente collocata nel centro geometrico della planimetria. Il richiamo è esplicito, alla tradizione Vitruviana e Leonardesca della rappresentazione schematica dell'uomo inserito nella stessa stella a cinque punte - con testa,busto,gambe e braccia aperte - per rimarcare il concetto dell'Ascesi dell'uomo che tende ad elevarsi spiritualmente in senso gnostico, la "Quinta Essenza dell'Uomo" proiettato nella Spiritualità Universale, nell'Uno, nel Tutto. In senso Ermetico-Alchemico il pentagramma "fiammeggiante"è anche l'espressione della "Quinta Essenza Celeste", che oltre ad essere ricollegata all'idea dell'Essere Supremo potrebbe anche riferirsi all'Anima Mundi di Platone od alla Spiritualità Universale della quale l'uomo porta in sé la "scintilla" primordiale.
Se volessimo ulteriormente approfondire, possiamo dire, che la visione planimetrica della parte posteriore delle Torri, potrebbe essere assimilabile alla figura antropomorfa dell'uomo con braccia e gambe divaricate, e il pentalfa cadrebbe esattamente nella zona del "cuore". E' una soluzione volutamente ricercata e progettata? Potrebbe assimilarsi a qualcosa come una semplice coincidenza? Personalmente credo di nò, ma lascio all'uditorio dei fratelli una valutazione personale, al di fuori di ogni condizionamento interpretativo.
L'analisi può ancora estendersi sui numeri notevoli e valori numerici del progetto delle Torri Petronas, e ogni numero, come sappiamo, è il depositario di una particolare forza spirituale ed è dotato di un suo carattere distinto come definito dalla Cabalà ebraica, dove il valore numerico come piano della Conoscenza, ha la capacità di unire conoscitore e conosciuto, dove il pensiero può influenzare in modo positivo le emozioni. (19),(20),(21),(22),(23),(24).
Mi limito ad introdurre, in maniera riassuntiva, i principali valori numerici del progetto e mi ripropongo di completarne la lettura , in una tavola successiva, dove verranno analizzati contestualmente ad un indagine sulla verticalità,la massima espressione formale delle torri che esalta i temi dell'immaginario esoterico, illuministico, modernista e contemporaneo. Nei Grattacieli, Torri, Obelischi ritroviamo tutta la simbologia e sacralità dello spazio e tempo dell'uomo : se , citando il fratello M.Fagiolo in Architettura & Massoneria, " lo spazio sacro è identificazione collettiva di una rete infinita di punti, e quindi pluricentralità e possibilità di orientamento, il tempo sacro è ripetibilità e reversibilità. Spazio sacro e tempo sacro si unificano nel tempio, dove si compiono i riti che evocano l'eterno presente. Il Tempio è il segno supremo della ripetizione e della pluricentralità, che nello stesso tempo fonda e sconvolge la geometria dell'organismo urbano"…, ma il Tempio simbolico è per noi Massoni, la rappresentazione della geometria dello spazio interiore, dove la luce interna che è poi la luce del profondo diventa metafora dell'interiorità : l'uomo come luce e come essere spirituale in costante tensione verso la conoscenza del Grande Architetto Dell'Universo,
Ho detto,
Maestro Venerabile

FR :. Roberto Casalone



Note :

A) i numeri tra parentesi ed in grassetto (1), (2).. ecc…fanno riferimento alle immagini della presentazione in Power Point.

B) Allego un' estratto da "Le chiavi della Parola Perduta" che farà parte del tema introduttivo dell'estensione della Tavola per la parte di analisi dei valori numerici.

Da

" Le Chiavi della Parola perduta"
di Josè Bonifacio,
con la partecipazione di Garo Karaguesian,
Editions TELETES, Parigi - 2002.

STRUTTURE MATEMATICHE DELLO PSICHISMO
Risvolto 1: L´uomo profano, di chiave 4



Due forze complementari, antagoniste ed indissociabili unite in uno; ciascuna di loro è due a sua volta, che, di nuovo, sono due e così via verso la molteplicità infinita.
Due forze unite in uno che sono quattro, otto, sedici... ma che sono comprese come due forze di fronte e non più unite in un movimento perpetuo.
Due forze di fronte concepite come un dualismo dalla mente umana, perché l´uomo non concepisce il suo ambiente che nel suo aspetto "materia" o "energia", mentre l´unità sta nella coppia "materia-energia".
Due, quattro, otto, sedici... sono le ottave della gamma musicale, dei colori e, in maniera generale dell´insieme dei fenomeni vibratori.
L´uomo è un´entità vibratoria, anche lui, sottomesso allo stesso modo alle leggi della Natura. Così, le strutture dello psichismo dell´Uomo Profano, educato nella dualità del pensiero e dei giudizi che ne discendono, obbediscono a questa struttura matematica "Due, Quattro, Otto, Sedici...".
Nell´evoluzione della matematica psichica, è l´uomo di chiave quattro.
Il suo psichismo comprende il conscio e l´inconscio, Nefesh e Ruah, che non possono esistere l´uno senza l´altro, formando così una delle polarità della funzione psichica, l´altra non essendo accessibile che all´uomo di chiave nove.
Ma, l´uomo di chiave quattro non è certo uniforme nella sua personalità. Per analogia, per la comprensione, immaginiamolo come delle note di musica.
Potremmo distinguere personalità in Do 1, Do 2... o in Re 1, Re 2..., in altre parole, con il gioco delle ottave, la personalità sarà, nonostante tutto, sempre la stessa nota di partenza.
L´uomo di chiave quattro presenta, sul fondo di questa personalità cristallizzata, personalità differenti, che possiamo, per analogia, comparare alle armoniche di quella nota di base.
Questa sensibilità può allo stesso modo essere sfumata nelle sue percezioni allo stesso modo che la stessa nota è percepita diversamente a seconda dello strumento che la suona.
Ma anche, questa personalità sarà funzione del suo livello di coscienza e di comprensione modulato dai tabù, usi e costumi, tanto attraverso l´educazione ricevuta che percepita e, beninteso, modulata anche dal suo livello culturale.
Si può così concepire l´estrema diversità possibile dell´uomo di chiave quattro. Inoltre, mi pare ora indispensabile costruire le basi di questa chiave quattro in funzione della struttura geometrica.
In questa base dualista, il rapporto del quadrato al cerchio, ossia 0,707, segmento del quadrato, al diametro "uno" del cerchio, ci porta al prodotto 1,414, ossia la radice quadrata di 2, significante, secondo la Tradizione, "l´ignoranza".
Così, lo psichismo dell´uomo, qualunque sia la sua chiave, è costruito sull´ignoranza, ma dall´ignoranza di colui che sa tutto a quella di colui che sa di non sapere, esiste un abisso di sfumature; dall´Uomo Profano, di chiave quattro, la cui ignoranza è camuffata da tutto ciò che conosce all´uomo trascendente, di chiave nove, che sa che ignorare è ancora sapere, poiché esiste al di là un mondo inimmaginabile, ci consente di apprezzare la profondità della nostra ignoranza.
A questa ignoranza si aggiunge il quaternario psichico formato da: Io Credo, Io Penso, Io Provo, Io ho Paura, che l´Uomo Profano, che è il proprio riferimento psicologico, la propria verità, usa in modo costante nei suoi discorsi.
È sufficiente, per convincersene, ascoltare attentamente le risposte spontanee delle personalità dei diversi mondi politici, socioculturali... Ma, al di là dell´espressione verbale, questo stesso quaternario si ritrova altrettanto nelle diverse espressioni scritte.
Così, la stella a cinque punte, espressione dell´uomo in generale, è formata, per la chiave quattro, dall´ignoranza e dal quaternario profano. Ma, ad un´ottava al di sopra, l´Uomo Profano si esprime con otto: il rapporto a "uno" del segmento dell´ottavo poligono (0,382) ci porta a 2,617, ossia Phi2, espressione energetica del movimento nell´azione, nello spazio e nel tempo, dell´Uomo Profano.
Se, al livello della chiave quattro, l´ignoranza, espressa con è la diagonale del quadrato, del quaternario, al livello otto, con Phi2, l´uomo si esprime simbolicamente con un quadrato di lato Phi. Che possiede cioè una superficie, espressione peraltro trovata nella lingua popolare, per caratterizzare la personalità sociale di ciascuno, nelle sue opere o nelle sue attività.
In quanto all´uomo di chiave quattro, che vibra in sedici, il rapporto 1 : 0,195 ci porta sensibilmente a 2 Phi2, cioè un doppio quadrato, cosa che si concepisce come un´attitudine eccessiva qualificantesi, sul piano mistico, sia di diabolico nella maggior parte dei casi, sia come un´espressione spirituale volta verso il divino. Poiché, con questa ottava 16, l´uomo di chiave quattro può accedere al suo immaginario come alla sua spiritualità.
Quest´uomo, chiamato profano relativamente al percorso iniziatico, può, accedendovi, modificare le sue strutture matematiche, diventando "Uomo Vero" iniziato ai piccoli misteri, di chiave sette.

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