Logo Loggia Mont Blanc massoneria in valle d' aosta R. L. Mont Blanc
Oriente di Saint Vincent n° 1197
Massoneria in Valle d'Aosta
squadra e compasso, misure esoterico
Home - Calendario - Storia - Riviste - Libri - Logge Italia - Logge Estero - Documenti - Tavole - Segreteria

Home Italia

Calendario

Storia

Riviste

Libri

Logge in Italia

Logge Estere

Documenti

Tavole

Segreteria

 

logo GOI, grande oriente d'italia

Ermetismo


I primi accenni all'Opera Ermetica si troviano già in iscrizioni egiziane che fanno riferimento all'esistenza, nel periodo di edificazione della
grande piramide (2600-2400 a.c.), di una setta chiamata "I seguaci (o figli) di Horus"che si diceva fossero i custodi dei segreti di Thot. Si racconta come il faraone Cheope facesse cercare un mago di nome Jiedi perché gli rivelasse l'ubicazione delle camere segrete del Tempio di Thot ad Hermopolis che si dicevano contenessero un sapere occulto del Dio che avrebbe consentito all'umanità di avere maggiori poteri.
La figura di Thot-Hermes fu quindi la figura della Conoscenza, del Linguaggio e della scrittura, della Comunicazione del Sapere che proviene da Dio agli uomini ; tale sapere era quindi sacro e sacri i luoghi dove tale sapere si tramandava, I Templi.
Il "Conosci te stesso" inciso sull'ingresso del Tempio di Apollo a Delfi era una massima Ermetica.
Numerosi sono stati nell'antichità gli storici che hanno parlato del sapere di Thot- Ermete e numerosi sono anche i riferimenti a lui in diverse culture del mondo antico. Erodoto ( V sec. a.c.) sottolinea come il dio Thot degli Egizi fosse per i greci il dio Hermes, che, come Thot, fu inventore della scrittura. Egli era il dio della capacita inventiva, detentore di misteri che proteggeva con il mascheramento e l'inganno. Evemero colloca (seguendo l'indicazione data da alcuni miti egiziani) la figura di Thot- Hermes come il grande sacerdote del tempio durante il regno mitologico di Osiride (10000 a.c.). Anche Diodoro Siculo fa riferimento a tali miti e lo indica come un grande sapiente al sevizio di Osiride La sua figura è chiaramente indicata in alcune opere ed in riferimenti di filosofi dell'antichità. Come per esempio in Platone (V Sec. A.C.) nel "Cratilo" e nel "Fedro", dove, nella sottolineatura del mito di "Theuth" si indica esattamente l'insieme del sapere attribuibile alla figura di Thot- Hermes.
Tali riferimenti, con particolari analogie alla sintesi ermetica della Tavola Smeraldina, sono sicuramente presenti nella filosofia Pitagorica, soprattutto nella determinazione dei significati simbolici della figura sacra della Tetratkys ( si considerino gli oltre 20 anni passati da Pitagora in Egitto fino all'occupazione da parte di Cambise).
Indiscutibile è l'influenza dell'Ermetismo sui misteri Orfici e Pitagorici che segnarono l'intera storia Greca fino all'editto di Giustiniano che proibiva gli antichi culti non cristiani ( chiusura della scuola
filosofica di Atene 529 d.c.). Altrettanto significativi sono i riferimenti che possono essere individuati nella Cabala ebraica, in maniera particolare attraverso l'identificazione della figura di Thot-Hermes con quella del Profeta Misraim.
I greci identificarono il dio egizio Thot con Hermes (da qui la parola Ermetismo) ed è significativo il fatto che tra i poteri attribuiti al dio ci fosse quello di essere il messaggero degli dei, intermediario tra il mondo umano e quello divino.
Hermes, psicopompo, è il dio dei sogni, inventò la scrittura, la lira, le cifre, i riti religiosi; fu dio degli inganni e dei mascheramenti (simbolismo), sempre rappresentato con il Caduceo in mano. A lui si innalzavano le "Erme" votive nei crocicchi. I latini lo chiamarono Mercurio. La leggenda dice che scopritore della Tavola di Smeraldo fu Apollonio di Tiana (I sec. d.c.) che trovò, in una cripta sotto la statua di Thot-Hermes, un vecchio seduto su un trono d'oro con in mano uno stilo di diamante con cui incideva una tavoletta di smeraldo. Tale scoperta gli conferì immensi poteri ed egli fu medico, filosofo, profeta ed operatore di miracoli.


Nel 1460 un monaco chiamato Leonardo di Macedonia dà a Cosimo dé Medici una copia del "Corpus Hermeticum",attribuito ad Ermete Trismegisto, proveniente,forse, da una traduzione araba che era stata a sua volta tradotta in greco dall'erudito bizantino Michele Psello, o a lui pervenuta direttamente nel testo greco.
Nel 1463 Cosimo dé Medici dette l'incarico a Marsilio Ficino di tradurre il "Corpus Hermeticum", privo del XV trattato, accorpandolo con un'altra opera ermetica, "L'Asclepio", perduta nella sua versione greca e che era tuttavia già nota nella sua traduzione latina.


La ricerca storica e filosofica contemporanea ritiene prevalentemente che l'elaborazione e la sistemazione organica del C. H. e dell'Asclepio si sia avuta intorno al I o II secolo dopo Cristo.
Dell'insieme degli argomenti trattati dal "Corpus Hermeticum", e di cui la Tavola di Smeraldo è sintesi, si aveva già notizia da numerose iscrizioni e riferimenti che, nel corso dei secoli, erano state raccolte, tradotte e compilate da alcuni filosofi e da alcuni letterati latini, greci e bizantini.
Alcuni riferimenti consistenti a scritti ermetici sono in alcune opere
attribuite all'Imperatore Giuliano l'Apostata, che fu, dopo Costantino, fu l'unico imperatore pagano. Dalla documentazione relativa alle sue opere, che è sopravvissuta fino ad oggi, molti ritengono che in realtà, più che pagano, aderisse ad un orientamento gnostico.
La dottrina e gli insegnamenti di Ermete Trismegisto erano
sicuramente già noti negli ultimi secoli prima di Cristo ed alcune notizie storiche di frammenti che potrebbero essere attribuiti al "Corpus Hermeticum" si hanno già nell'epoca dei Tolomei (III Sec. A.C.). Ciò ha portato alcuni storici a ritenere che queste opere potrebbero essersi sviluppate in ambienti alessandrini tra il III e il II sec. a.c. e successivamente ordinate, trascritte e conservate da alcune comunità gnostiche (Terapeutici ed Ofiti). Proprio a tali comunità alcuni attribuiscono la produzione del Corpus.
La prima stesura sistematica scritta dell'intero C.H. si ha, comunque, sicuramente tra il I ed il III Sec. D.C.
Sin dai tempi più antichi il sapere umano fa riferimento agli insegnamenti di Ermete Trismegisto. Sicuramente il Corpus Hermeticum è portatore di un sapere religioso che è attribuibile al Tempio Egiziano.
Costante, in tutta la documentazione letteraria, storica, mitologica, filosofica, che è pervenuta a noi sotto qualsiasi forma, risulta l'identificazione del dio Thot (o Theuth) con Ermete Trismegisto. Il mito del dio Thot come portatore di un sapere segreto è già presente durante la IV dinastia.
Tutte la scritture Egizie, dal 3000 a.c. in poi, attribuiscono a Thot l'invenzione della scrittura. I geroglifici ( Yeros = sacro, logos = parola) da lui creati erano interpretati come i segni degli Dei. Thot diede all'umanità il dono di interpretate e leggere tali segni sacri. Su di lui quindi si fonda tutta la conoscenza ed il sapere.
Il Corpus Hermeticum è la rappresentazione allegorica e al tempo stesso simbolica di tale sapere, e la Tavola di Smeraldo è la sintesi ermetica di esso.
La sintesi ermetica della Tavola sta tra storia, filosofia e mito.

Il Cristianesimo dichiarò eretiche le sue dottrine nel III Sec. D.C. e nel VI Sec. la lotta contro le eresie, sia gnostiche che ermetiche, fece sì che nella storia della letteratura sia sacra che profana sparisse qualunque riferimento a queste opere (ad eccezione dell'Asclepio); per tutto il medioevo notizie di tali scritti le abbiamo solo attraverso le confutazioni ed i riferimenti presenti nelle opere antiereticali dei Padri della chiesa, che sicuramente le conoscevano indirettamente. Sparite in occidente probabilmente furono salvate e nascoste in oriente proprio da sette gnostiche o da eruditi e studiosi neoplatonici.
Un dotto letterato bizantino di nome Michele Psello nell'XI Sec. lavorò alla sistemazione letteraria della struttura dell'intero C.H.
A lui probabilmente si deve la sistemazione definitiva dell'opera nella suddivisione che poi arrivò, al monaco Leonardo di Macedonia, attraverso questi a Cosimo dé Medici e quindi a Marsilio Ficino che, nel 1463, fece la traduzione in latino, richiestagli da Cosimo, che rimane, con pochissime varianti, il testo definitivo del Corpus Hermeticum che oggi conosciamo. Con le opere dei filosofi e alchimisti del XVI secolo, la Tavola di Smeraldo si trova, a volte, accompagnata dal sigillo V.I.T.R.I.O.L. (visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem), e da allora si è sempre più accentuata una sua interpretazione in chiave marcatamente alchemica.
La tavola di Smeraldo ha avuto, nel corso dei secoli, numerose traduzioni fenice, greche, latine, persiane, arabe.

sc

 

 
 
 
     
Oriente di Saint Vincent
Loggia Mont Blanc n° 1197
E-Mail Segreteria