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Iside
"Nel
rituale della dea egiziana Iside dal mantello nero" scrive Marcel
Moreau "appariva il versetto: "Io sono ciò che è,
ciò che è stato e che sarà, ed alcun mortale non
solleverà mai il mio velo"".
"Era qui al principio, è ora e sempre sarà" conferma
Krishnamurti "Eterno, senza nome, ignaro, con la sua strana innocenza
i cui occhi non sono mai stati sfiorati. È l'ignoto assoluto, sebbene
venga e vada. Ogni volta c'è qualcosa di nuovo, un nuovo profumo
ma, al tempo stesso, esso è immutabile".
Ma il mistero di Iside era anche "il velo che copriva la faccia di
tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti [1]".
"Per quel che ci riguarda" scrive Fulcanelli "noi sappiamo
che la dea Iside è la madre di tutte le cose, e che essa le porta
tutte nel suo seno, e che soltanto lei è la dispensatrice della
rivelazione e dell'iniziazione".
"La dea Iside" scrive James George Frazer "nei geroglifici
vien chiamata "la dea dai molti nomi", "la dea dai mille
nomi" e nelle iscrizioni greche "la dea dai mille nomi".
In un epigramma greco essa è descritta come "colei che ha
dato nascita ai frutti della terra"".
Ora, i suoi mille nomi, per estensione indicano ch'ella possiede mille
volti e mille forme e appare proprio come il geroglifico completo della
scienza, immagine mitica della natura in piena attività.
"Le vesti di Iside sono di colore variegato" scrive Plutarco
"il suo abito infatti è quello della materia, la quale si
evolve in tutte le forme e a tutte le forme si presta.
La veste di Osiride, invece, non è né sfumata, né
screziata: il suo colore è uno solo, quello della luce".
"Iside, la benefica regina della natura" aggiunge Frazer "aureolata
da una luce di purezza morale di immemorabile e misteriosa santità,
conquistò molti cuori ben lungi oltre i confini della sua terra
nativa. Il suo culto fu uno dei più popolari di Roma e di tutto
l'impero".
Ma Dama Natura, l'onnipotente Madre di ogni essere vivente, aveva un culto
molto anteriore alla dea Iside e si perde nella notte dei tempi.
"Nella preistoria" scrive Marcel Moreau "si trova la dea
Madre incisa sulle pareti delle grotte e scolpita nella pietra.
Si trovano nella terra di Francia numerose dee dalle forme opulenti che
rappresentano le dee madri. Si incontrano dappertutto, da Occidente fino
in Asia, dove esse sono più numerose, ciò che ha fatto credere
nella loro origine asiatica.
Numerose grotte occidentali, come quelle di Lascaux, o di Altamira, le
diverse rappresentazioni che esse contengono, ricordano l'esistenza del
vecchio culto della dea molto tempo prima dell'arianesimo che, non appare
che nel 1500 a.C.
Evans dimostra che la cultura preellenica e quella dell'India preariana,
hanno parecchie somiglianze e sembrerebbero venire da una civiltà
comune che non è né orientale né asiatica.
Le dee madri dell'Occidente, meno numerose di quelle dell'Asia e d'Oriente,
forse perché i territori sono meno estesi, hanno un'antichità
indiscutibile, alcune risalgono al Paleolitico antico".
"La dea Cibele" scrive Jean Markale "derivava dalla dea
preistorica della vita e della fecondità, origine di ogni creatura
umana e animale. Essa era l'espressione concreta dell'energia creatrice,
e che alcuni filosofi chiameranno più tardi la natura naturans,
immagine della creazione permanente che opera attraverso il mondo per
andare dalla materia prima verso la Pietra Filosofale".
"La Vergine Madre" spiega Fulcanelli "spogliata del suo
velo simbolico, non è altro che la personificazione della materia
elementare (lat. materea, radice mater, madre). Chiaramente si tratta
dell'essenza stessa delle cose. E, infatti, le litanie c'insegnano che
la Vergine è il vaso che contiene lo Spirito delle cose: Vas spirituale.
Questa Vergine singolare - Virgo singularis, come l'indica espressamente
la Chiesa - è per di più glorificata con degli epiteti che
indicano sufficientemente la sua origine. Non è chiamata, infatti,
anche: Palma della Pazienza (Palma patientiae); Giglio tra le spine (Lilium
inter spinas); Rosa mistica; Porta del Cielo, ecc.? Gli stessi testi chiamano
Maria anche Sede della Saggezza, in altri termini Soggetto della Scienza
ermetica, della sapienza universale".
La dea Iside, rappresentata con il piccolo Horus in braccio, avuto da
suo marito il dio Osiride, era simboleggiata dalla Luna, mentre il dio
Osiride personificava il Sole. Così, come nella tradizione popolare
cristiana si voleva che la Madonna si trovasse dietro la Luna e Dio dietro
al Sole. D'altra parte tutti sanno che la Vergine è simboleggiata
dalla Luna.
"La Vergine" insegna Fulcanelli "è rappresentata
dalla Luna che riceve i raggi del Sole e li conserva segretamente nel
suo seno. È la dispensatrice della sostanza passiva, animata dallo
spirito solare. Quindi, Maria, Vergine e Madre, rappresenta la forma;
mentre Elia, il Sole, Dio, il Padre è l'emblema dello spirito vitale.
Dall'unione di questi due principii scaturisce la materia vivente, sottomessa
alle vicissitudini delle leggi di mutazione e di progressione.
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