Ha
ancora un senso, all'inizio del terzo millenio,
essere
massoni?
Il primo istinto è di dare una risposta secca: Si!...........e
fine della tavola.
.
E' evidente che non si tratta di una tavola e allora cerchiamo di
spiegare perchè si!
Una prima risposta sta nel rituale di apertura dei lavori in camera
di apprendista che recita testualmente da parte del Primo Sorvegliante:
........ Per edificare Templi alla Virtù, scavare oscure
e profonde prigioni al vizio e lavorare al Bene ed al Progresso
dell'Umanità.
Se queste non sono solo parole, ed infatti non lo sono, cominciamo
a fissare un punto fermo a conferma di quel "si", ma,
ciò che è più importante, impariamo a considerare
il nostro rituale per quello che è, ossia fonte di riflessione
ed insegnamento in ogni suo passo.
Non sono vuote parole, libertà, fratellanza, e tutte le parole
che ritroviamo nei rituali come in tutte le nostre enunciazioni
e quindi una prima conferma al nostro "si" l'abbiamo trovata.
Andiamo
ora alla ricerca delle successive conferme.
Come molti di voi sapranno per avermelo sentito dire più
volte, ho un debole per un personaggio che pronunciò una
frase in un suo discorso, poco tempo prima di essere ucciso, e questi
è Martin Luther King: "I have a dream".
Accomunerei a questa frase una mia convinzione personale che trova
forse in egual misura consensi e dissensi, ossia che la Massoneria
è un'utopia.
Sogno ed utopia, che non sono la stessa cosa, si possono considerare
in una unica ricerca di conferma dal momento che, pur non essendo
sinonimi, si avvicinano molto nel loro significato, il primo appartiene
alla sfera dell'inconscio, mentre la seconda probabilmente al mondo
dell'incoscienza.
E allora dal momento che noi ci battiamo per diffondere nel mondo
certi ideali, mi pare che non ci sia molto da discutere su quel
"si" che cerchiamo di confermare, consapevoli in ogni
caso che l'ottenimento del nostro risultato è un sogno ed
un'utopia.
Purtroppo è sufficiente guardarsi intorno nel mondo per constatare
quanto ci sia da fare per la realizzazione del sogno e per capire
che il raggiungimento dello scopo sia utopia, ma non per questo
noi Massoni rinunciamo a percorrere questa strada .
E' giusto che si abbia quel dubbio, dal momento che noi Massoni
siamo gli uomini del dubbio, però è anche corretto
dire che ciascuno di noi, nel proprio interiore, conserva delle
certezze ed in questo caso le mie convinzioni mi portano a confermare
quanto ho detto.
Quanti di noi non vorrebbero un mondo perfetto pieno di amore, di
fratellanza, di giustizia, intendendo per quest'ultima non quella
dei codici e dei tribunali ma quella di una distribuzione più
equanime del diritto di vivere.
Ma allora se le cose stanno così credo di poter, ancora una
volta, confermare che la Massoneria ,
anche all'inizio del terzo millenio, conserva con pieno diritto
la capacità di continuare ad esistere senza mettersi in discussione,
eal più, senza toccarne i principi che sono universali ed
eterni, ma adeguandosi laddove sia possibile (senza offendere Anderson)
gridiamo senza dubbi e perplessità ancora una volta quel
Si!
che ci deve accompagnare con tutto il nostro entusiasmo dentro e
fuori della nostra vita massonica.
Tutti
noi pesiamo individualmente nell'umanità per una parte su
sei miliardi circa, ma le proporzioni non hanno molta importanza
se ci sforziamo di considerare chi ci sta a fianco come un altro
di se e non un diverso da se, ossia se mettiamo in pratica il principio
dell'uguaglianza
Se riusciamo a trasmettere qualcosa al nostro vicino che ne arricchisca
lo spirito, o rechi beneficio al suo corpo e se saremo permeabili
a ricevere da questo vicino quanto egli ci saprà trasmettere
allora avremo realizzato una piccola parte di quel sogno e quell'utopia
sarà un po' meno utopia.
Ma
non è forse vero che il Massone è sempre tale in ogni
momento della sua vita per onorare la Promessa Solenne pronunciata
all'atto della propria iniziazione?
Continuiamo allora sereni la nostra vita, tranquilli di portare
avanti tutto quanto è utile per "......lavorare al Bene
ed al Progresso dell'umanità".
Ho
detto.
. A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:.
FFr:. G. G.
Or:. Saint Vincent, 9 del XII mese 6004 V:. L:.
09 Febbraio 2004 E.V.
In aggiunta, e non fa parte della tavola, vorrei leggervi alcune
riflessioni che rafforzano i concetti di giustizia e fratellanza
dei quali ho letto sopra; non sono parole mie e non ne conosco l'autore
ma penso sia utile farci sopra un pensiero.
Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia
siete più fortunati del milione di persone che non vedranno
la prossima settimana.
Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine
dell' imprigionamento, l'agonia della tortura, i morsi della fame,
siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo.
Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati,
torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di
persone di questo mondo.
Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la
testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75% degli
abitanti del mondo.
Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli
da qualche parte in una ciotola siete fra l' 8% delle persone più
benestanti al mondo.
Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle
persone veramente rare.
Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto una doppia
benedizione perchè qualcuno ha pensato a voi e perchè
non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.
Qualcuno una volta ha detto:
" Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra."
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